Articoli

Trasparenza

La trasparenza: risorsa essenziale per garantire l’integrità dell’amministrazione e prevenire fenomeni corruttivi

Premessa

L’introduzione del principio e del valore della trasparenza nel nostro ordinamento giuridico non è stata né semplice, né indolore. Basti pensare che si giunge all’approvazione della legge 241/90 solo dopo l’esplodere di “tangentopoli”, che il testo originario non contempla tale principio espressamente - limitandosi a citare all’articolo 1, comma 1, quelli di pubblicità, economicità ed efficacia - e che solo con le modifiche del 2005 viene sancito solennemente all’interno del medesimo articolo 1. Le ragioni di tale ritardo, anche rispetto alle pressanti indicazioni e prescrizioni provenienti dagli organismi europei, deriva dal persistere all’interno della cultura giuridica e della pratica amministrativa del nostro paese dell’opposto principio del segreto inteso quale valore da preservare.

Ritardi e resistenze che certamente hanno influito in modo assai negativo sulla legittimità formale e sostanziale dell’operato dei poteri pubblici, dell’azione e dei procedimenti amministrativi, contribuendo a determinare la progressiva diffusione di fenomeni corruttivi.

Il prezzo pagato dall’intero sistema politico-istituzionale in termini di credibilità, di efficacia ed efficienza sono ben noti; così come è accertata l’incidenza negativa della corruzione sullo sviluppo delle forze produttive.

Nel corso degli ultimi anni, sotto l’incalzare della crisi, l’obbligo di trasparenza e la necessità di prevenire e reprimere fatti corruttivi è stato posto in stretta  relazione all’urgenza di introdurre all’interno degli apparati pubblici massicce dosi di semplificazione e di innovazione, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, al fine di accrescere la competitività dell’intero sistema-paese e di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazioni.

Si sono così moltiplicati il numero degli interventi normativi volti a definire le modalità e gli strumenti per l’attuazione dei relativi obblighi: l’introduzione del principio di accessibilità totale ai documenti pubblici e la correlata introduzione del diritto civico, così come la creazione dell’Autorità Nazionale per l’Anticorruzione quale autorità indipendente con competenze anche in materia di appalti e forniture, l’approvazione del Codice sulla trasparenza e delle norme in materia di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi pubblici, il nuovo codice di comportamento dei dirigenti e dei dipendenti pubblici ne sono solo alcuni esempi. Per giungere alla più recenti norme, introdotte dalle leggi 69/2015 e 79/2016, tese ad inasprire l’impianto sanzionatorio di natura penale, a conferire nuovi poteri all’ANAC e ad estendere l’istituto dell’accesso civico e generalizzato.

L’efficacia di un apparato normativo così ricco e articolato è ora affidato essenzialmente alla capacità e volontà delle singole amministrazioni di darvi rapida e concreta attuazione, attraverso processi di lunga durata, tesi a modificare innanzitutto la cultura profonda degli apparati, dei dirigenti e di tutti i dipendenti. Il principale rischio è infatti costituito dal prevalere della logica dell’adempimento formale, a discapito di interventi innovativi sull’organizzazione, sui processi e sulle procedure che consentano di realizzare le principali finalità cui è connesso l’obbligo di trasparenza: promuovere partecipazione e controllo da parte dei cittadini, prevenire e reprimere il fenomeno corruttivo in ogni sua manifestazione.

Ciò anche in considerazione del fatto che il legislatore ha assunto la trasparenza quale principale risorsa per un’efficace lotta alla corruzione, in grado di essere meglio agita attraverso l’uso delle nuove tecnologie che divengono fattore abilitante dei processi volti a determinare una moderna amministrazione, integra e legittima, efficace ed efficiente. 

Alla luce di tale breve premessa, si propone di sviluppare l’intervento formativo come segue.

Obiettivi

Implementare le conoscenze e le competenze in materia di trasparenza e anticorruzione, ripercorrendo le principali fasi degli interventi normativi sulla materia

  • Diffondere e radicare la cultura e la pratica della legittimità, dell’integrità  e della trasparenza, nel quadro della tensione al miglioramento continuo, quale inedita opportunità rivolta contestualmente ai cittadini e all’amministrazione
  • Individuare i diversi terreni lungo cui si progetta e si realizza la strategia della trasparenza/anticorruzione, nonché i ruoli assegnati agli organi di indirizzo politico, ai dirigenti, ai dipendenti e ai cittadini
  • Approfondire la conoscenza dei documenti programmatori e attuativi adottati dall’Amministrazione: programma triennale per la trasparenza, piano anticorruzione, ecc.
  • Applicare le suddette conoscenze ad alcuni procedimenti tra quelli individuati a più elevato rischio di corruzione

Metodo

Utilizzare la conoscenza delle norme quale risorsa che consente a ciascun operatore di assumere un ruolo attivo e consapevole nei processi finalizzati a dare effettività ai principi di trasparenza e imparzialità dell’amministrazione.

Analizzare i processi in atto all’interno della struttura regionale sul terreno della trasparenza e della prevenzione della corruzione, provando a coglierne i punti di forza e di debolezza.

Suscitare lo scambio e la collaborazione tra le diverse professionalità presenti all’interno di ciascun gruppo al fine di individuare comportamenti e pratiche virtuosi. 

Modalità di svolgimento

L’intervento si articola attraverso due incontri, nell’ambito dei quali alla lezione frontale si accompagnerà lo scambio di esperienze professionali, su specifici procedimenti considerati a più elevato rischio di corruzione, al fine di progettarne il miglioramento.

In particolare la seconda giornata vedrà la presentazione da parte dei partecipanti dei procedimenti selezionati, attraverso la individuazione delle principali criticità riscontrate e la ricerca di modalità tese al loro superamento (individuazione e gestione del rischio).

Marzo 2017